Prima di cercare il modo di sbloccare i fondi (ovviamente chi li ha già bloccati deve procedere in altro modo) ci si deve preoccupare di operare correttamente nel gestire il proprio conto. Una questione che bisogna analizzare prima dell’apertura di un conto, personale o societario, è quella di valutare la giurisdizione che si scelto. Con questo intendo: verificare se la Banca Centrale offre assistenza per risolvere la controversia con la EMI, verificare la situazione patrimoniale ed operativa sia della società che gestisce la EMI e da chi siano i soci così come chi siano i componenti del’ CEO.
Come secondo punto ritengo che sia anche importante verificare la durata media di una causa in ambito civile in quella nazione. Faccio due esempi. A Cipro la Banca Centrale non offre, praticamente, alcuna assistenza e il tempo di un’azione legale in ambito civilistico è il più lento di tutta Europa. Per contro, sia l’Estonia che la Lituania, le relative Banche Centrali offrono assistenza e i procedimenti civili sono i più veloci in Europa in quanto hanno completamente digitalizzato l’intero procedimento. Valutato questo ci sono una serie di regole da rispettare per limitare il rischio di aver problemi con le EMI nella gestione dela nostra operatività. Di seguito elenco le principali. Bisogna tenere in considerazione che il blocco avviene nella maggior parte dei casi con sistemi automatici che operano con complessi algoritmi.
Con una EMI (Electronic Money Institution) come Revolut, Wise, Vivid Money o simili, il rischio principale non è tanto “perdere” i soldi, ma trovarsi con i fondi temporaneamente congelati (anche per lunghi periodi) per controlli antiriciclaggio (AML/KYC):
1. Coerenza tra identità, residenza e utilizzo
* Nome, indirizzo, telefono, documenti e paese fiscale devono essere coerenti.
* Evita continui cambi di IP/VPN o accessi da paesi “sensibili”.
* Se vivi in una Nazione ma usi numeri, indirizzi o dispositivi di più paesi, possono scattare controlli.
2. Mai usare conti personali per attività societarie
È una delle cause più frequenti di blocco.
* Conto personale → solo operazioni personali.
* Conto business → solo operazioni aziendali.
* Ricevere bonifici “commerciali” su un conto privato è un classico trigger AML.
3. Evitare movimenti “anomali”
Per un algoritmo AML conta molto il comportamento:
* improvviso aumento dei volumi,
* molti bonifici in entrata e uscita in poche ore,
* soldi che transitano senza restare sul conto,
* trasferimenti verso paesi ad alto rischio,
* uso simultaneo di molte carte/conto.
Un conto che per mesi muove 200 € e poi riceve 25.000 € viene quasi sempre verificato.
4. Conservare sempre prova dell’origine dei fondi
Bisogna poter dimostrare rapidamente:
* fatture,
* contratti,
* dichiarazioni fiscali,
* estratti conto,
* vendita di beni,
* stipendi,
* documenti societari.
Quando una EMI chiede documenti, la velocità e chiarezza della risposta cambia molto l’esito.
5. Non usare discrezioni ambigue nei bonifici
Causali tipo:
* “investment”,
* “crypto”,
* “loan”,
* “consulting” senza contesto,
* “gift”
possono generare verifiche.
Meglio causali precise e documentabili:
* “Fattura xxx del xxx”
* “Prestazione software del xxx xxx”
* “Rimborso spese contratto n. xxx del xxx xxx”
6. Attenzione alle crypto
Molte EMI tollerano crypto solo in modo limitato.
Trigger frequenti:
* exchange non regolamentati,
* tanti micro-bonifici,
* P2P crypto,
* mixer o wallet sospetti.
Anche se l’attività è legale, l’algoritmo può congelare fondi finché non chiarisci tutto.
7. Evitare triangolazioni
Esempio tipico:
Germania → Ungheria → Lituania → EMI → altra carta.
Anche se legittimo, un sistema AML vede:
* movimentazione multilivello,
* dispersione geografica,
* possibile layering.
Meno passaggi inutili fai, meglio è.
8. Tenere saldo distribuito
Non lasciare mai tutta la liquidità in una sola EMI.
Le EMI non sono banche tradizionali:
* possono limitare l’operatività molto rapidamente,
* spesso hanno assistenza lenta,
* i controlli sono molto automatizzati.
Meglio, se possibile:
* una banca tradizionale,
* una EMI principale,
* una secondaria di backup.
9. Rispondere sempre ai controlli
Ignorare o litigare con il supporto peggiora la situazione.
Quando chiedono documenti:
* inviali completi,
* in PDF leggibili,
* con spiegazione semplice e lineare.
Più una storia finanziaria appare “confusa”, più il conto resta bloccato.
10. Evitare attività considerate “hight risk”
Molte EMI sono molto aggressive con:
* gambling,
* forex non regolamentato,
* affiliate marketing aggressivo,
* dropshipping opaco,
* adult,
* arbitraggio di pagamenti,
* grandi volumi internazionali senza storico.
Anche se legali, spesso non sono graditi commercialmente.
In pratica, le EMI funzionano bene quando il comportamento appare:
* semplice,
* prevedibile,
* documentabile,
* coerente con il profilo dichiarato.

